ABBAZIA DI POMPOSA – Codigoro (FE)
L’Abbazia di Pomposa è uno dei luoghi più affascinanti e identitari dell’intero territorio ferrarese. Isolata nella pianura, in un paesaggio che ancora oggi conserva qualcosa dell’antica dimensione sospesa tra terra, acqua e silenzio, Pomposa affonda le proprie origini tra VI e VII secolo, quando su quella che era chiamata Insula Pomposia sorse un insediamento benedettino. Dopo l’anno Mille il monastero conobbe la sua stagione di massimo splendore, diventando un centro di vita spirituale, culturale e produttiva di primaria importanza, legato anche alla figura dell’abate San Guido.
Pomposa non è soltanto un grande complesso religioso: è anche un luogo profondamente connesso alla storia della musica. Qui visse infatti Guido d’Arezzo, o Guido Monaco da Pomposa, teorico musicale tra i più importanti del Medioevo, tradizionalmente ricordato per il perfezionamento del sistema di notazione sul rigo e per il metodo di solmisazione che sta all’origine delle sillabe delle note. Le sue innovazioni non furono accolte da tutti con entusiasmo: le fonti ricordano l’ostilità di alcuni confratelli verso il suo metodo, segno di quanto rivoluzionaria fosse la sua proposta.
Dal punto di vista visivo e architettonico, Pomposa colpisce per la sua straordinaria compattezza monumentale. Il campanile romanico, alto 48 metri, fu eretto nel 1063 dall’architetto Deusdedit ed è uno degli elementi più riconoscibili dell’intero complesso; la basilica custodisce inoltre un prezioso ciclo di affreschi di ispirazione giottesca, un magnifico pavimento musivo e ambienti di grande fascino come chiostro, refettorio, aula capitolare e museo. È una location che unisce spiritualità, storia, bellezza artistica e una fortissima risonanza simbolica per chiunque lavori con la musica e con il patrimonio culturale.
IL MUSEO DELTA ANTICO – Comacchio (FE)
trova spazio nell’imponente architettura neoclassica del Settecentesco Ospedale degli Infermi (1771-1784), realizzata da Antonio Foschini e Gaetano Genta. Esso costituisce uno degli edifici più significativi e monumentali del suggestivo centro storico di Comacchio.
Vi è esposto un ricco patrimonio di beni archeologici provenienti dal territorio, dalle prime testimonianze di epoca protostorica sino al medioevo. Attraverso l’esposizione di quasi duemila reperti e grazie a suggestive ricostruzioni, agili apparati di guida e con momenti di interazione e coinvolgimento del pubblico, il museo narra la storia dell’antica foce del Po che, con i numerosi canali navigabili e le vie di terra, è stata nei secoli un importante snodo di commerci e di civiltà che collegava il mondo Mediterraneo e l’Europa continentale.
Di particolare rilievo le sezioni dedicate alla città etrusca di Spina, con gli oggetti provenienti dall’abitato e i ricchi corredi delle tombe, al mondo romano, alla nascita di Comacchio nell’alto medioevo come emporio commerciale e sede vescovile. Nel museo è stato trasferito, con un nuovo suggestivo allestimento, il prezioso carico della nave romana di Comacchio, un’autentica Pompei del mare che è uno spaccato del mondo globalizzato dell’impero romano.
CASA MUSEO REMO BRINDISI – Lido di Spina (FE)
Arte e Design del ‘900 è un’opera d’arte in fregio alla pineta litoranea di Lido di Spina, a poca distanza dal mare. Inaugurata nel 1973, è stata donata al Comune di Comacchio nel 1996 per volontà testamentaria del Maestro. All white in and out l’edificio realizzato dall’architetto – design Nanda Vigo, accoglie le numerose opere artistiche della collezione con particolare attenzione alle creazioni del Novecento, più spiccata la produzione degli artisti milanesi. Al suo sorgere il Museo rappresentava l’approdo estivo del maestro e dei suoi famigliari e, quindi, la connotazione di “casa-museo alternativo” apriva alle contaminazioni dell’arte nella vita, poiché ogni oggetto si nutriva d’arte e fra architettura, design e scultura, il bello interagiva nello spazio.
Nel modernissimo linguaggio delle volumetrie, che rivela la sua anima spazialista, si erge il grande cilindro che compone il corpo più interno della struttura da cui si sviluppa quasi una nervatura: il vortice della scala che diparte dal centrale salotto nero. La raccolta, nella quale sono inserite opere dello stesso Brindisi, comprende circa duemila esemplari e documenta tutte le principali correnti pittoriche del Novecento a livello internazionale.
Si va da Segantini a Medardo Rosso, Modigliani, Boccioni, De Chirico, Severini, Casorati, de Pisis a Fontana, Burri, Capogrossi, Licini, Vedova, Rotella e Manzoni. Tra gli artisti stranieri figurano Picasso, Mirò, Chagall, Matisse, Klee, Appel, Sebastian Matta. Il giardino retrostante che si protende verso il care accoglie le sculture e un’arena all’aperto, raccolta, nel periodo estivo è dedicata alla proiezione di film d’essai, a concerti di musica, a spettacoli di teatro.
CASTELLO DI MESOLA (FE)
Il Castello di Mesola è una delle più importanti testimonianze della presenza estense nel territorio ferrarese e conserva ancora oggi un’immediata forza scenografica. La sua costruzione ebbe inizio nel 1578 per volontà di Alfonso II d’Este, ultimo duca della dinastia, che desiderava realizzare una residenza di corte capace di competere, per imponenza e prestigio, con il più antico Castello di Ferrara. Il risultato fu un edificio che ancora oggi si presenta come una sintesi riuscita tra fortezza e dimora di rappresentanza: quattro torri merlate, mura possenti e grandi finestre gli conferiscono insieme rigore difensivo e ambizione signorile.
La storia del castello è strettamente intrecciata con il paesaggio circostante. Nel Cinquecento il complesso era protetto da nove miglia di cinta muraria e immerso in un vasto bosco destinato alla caccia, attività centrale nella cultura di corte estense. Proprio questo rapporto con l’ambiente è parte del suo fascino: Mesola non era pensata come residenza isolata, ma come fulcro di una più ampia visione territoriale, anche legata alla bonifica e alla trasformazione del paesaggio. Secondo alcuni storici, il progetto di questa “città” rinascimentale avrebbe dovuto persino rafforzare la posizione estense in funzione di equilibrio con Venezia sull’Adriatico; un disegno ambizioso, rimasto incompiuto anche per la mancanza di eredi e per la devoluzione del Ducato di Ferrara allo Stato Pontificio nel 1598.
Oggi il Castello di Mesola continua a essere un luogo di forte richiamo culturale e identitario, anche perché ospita il Museo del Bosco e del Cervo della Mesola. Questo dettaglio lo rende particolarmente interessante: non è solo una testimonianza del passato estense, ma anche un punto d’incontro tra storia, paesaggio, natura e memoria del territorio. Una location capace di evocare insieme nobiltà rinascimentale, grandi spazi, respiro territoriale e un immaginario quasi cinematografico.
SALA 2000 – Bondeno (FE)
La Sala 2000 o Centro 2000 è uno degli spazi civici più versatili di Bondeno. Un luogo culturale polifunzionale capace di ospitare eventi musicali, culturali, teatrali, ludici e gastronomici; una definizione sintetica ma efficace, che restituisce bene la sua natura di contenitore aperto alla vita pubblica del territorio. Non è un luogo storico in senso monumentale, ma proprio per questo rappresenta una dimensione diversa e altrettanto importante: quella dello spazio vissuto, accessibile, contemporaneo, capace di adattarsi a linguaggi e pubblici differenti.
Negli ultimi anni la Sala 2000 ha ospitato iniziative molto diverse tra loro: rassegne di ballo e musica dal vivo, incontri pubblici, appuntamenti dedicati al benessere e alla salute, rappresentazioni storiche e momenti aggregativi rivolti a fasce differenti della cittadinanza. Questa pluralità d’uso racconta bene la sua funzione reale: più che semplice sala, è un presidio di comunità, uno spazio nel quale la cultura incontra la socialità, l’informazione e la partecipazione civica.
PIAZZA GARIBALDI – Bondeno (FE)
Piazza Garibaldi è il cuore di Bondeno, il centro del paese, sede di grandi eventi e del mercato settimanale del martedì, ricordando anche il suo antico nome: Piazza Castello. Già questo doppio registro, piazza civica del presente e antico spazio storico della comunità, la rende una location molto significativa. È il luogo in cui Bondeno si ritrova, si mostra e si riconosce.
Ma la piazza porta con sé anche una memoria risorgimentale molto precisa. Le schede del Catalogo del Patrimonio culturale dell’Emilia-Romagna ricordano che Giuseppe Garibaldi passò da Bondeno il 6 settembre 1859, fermandosi nell’allora piazza Castello e rivolgendosi al popolo dal Palazzo Comunale. Dopo la sua morte, il Consiglio comunale decise di cambiare il nome della piazza da Piazza Castello a Piazza Garibaldi, e nel 1885 vi si tenne una solenne cerimonia pubblica in suo onore, con busto, lapidi commemorative, bande musicali e una piazza “splendidamente illuminata”. Un aneddoto storico molto forte che restituisce la piazza non solo come spazio urbano, ma come teatro di memoria pubblica e identità civica.
CASTELLO LAMBERTINI – Poggio Renatico (FE)
Il Castello Lambertini, è uno dei luoghi più emblematici di Poggio Renatico. Di fondazione medievale, appartenne nel tempo alla famiglia Lambertini, che nel Quattrocento ne promosse una significativa ricostruzione. Le fonti comunali ricordano in particolare l’intervento di Egano Lambertini nel 1475 e tramandano un’immagine del complesso come castello munito di fosse e ponti levatoi, inserito in un contesto dove mercato, pesca e caccia erano parte viva dell’economia e della quotidianità del territorio.
Col passare del tempo l’edificio perse parte del suo carattere strettamente difensivo per assumere una fisionomia più rappresentativa e civile. Proprio questa trasformazione, da struttura fortificata a palazzo del potere locale e poi a spazio pubblico, ne accresce il fascino. Non è soltanto un monumento: è una costruzione che racconta il passaggio dalla logica militare medievale a una dimensione amministrativa, comunitaria e simbolica più moderna.
La sua storia recente ha aggiunto un ulteriore livello di significato. Il sisma del 2012 colpì duramente il complesso e fece crollare la torre; il recupero, concluso nel 2024, ha restituito alla comunità un luogo fortemente identitario, con consolidamento sismico, recupero dei sotterranei, riscoperta di apparati decorativi e ricostruzione della torre in acciaio corten, oggi destinata anche a spazi espositivi. È uno di quei casi in cui il restauro non cancella la ferita, ma la trasforma in un segno di rinascita civile. Per questo il Castello Lambertini non è solo bello: è anche profondamente emblematico.
CHIESA DEI SANTI PIETRO E PAOLO – Vigarano Pieve (FE)
La Chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Vigarano Pieve è uno dei luoghi religiosi più antichi e significativi del territorio. La comunità è attestata già nel X secolo, mentre la tradizione ecclesiastica e le fonti locali ricordano un’antica pieve dedicata originariamente a Santa Maria, poi divenuta riferimento per le parrocchie circostanti. Il centro abitato stesso si è sviluppato attorno a questo nucleo religioso, segno di una relazione strettissima tra edificio sacro e formazione storica del paese.
L’edificio attuale è il risultato di una lunga stratificazione. La chiesa primitiva fu ricostruita nel Cinquecento e poi rinnovata in forme barocche tra il 1760 e il 1776 su progetto di Antonio Foschini; venne consacrata nel 1777 dal cardinale Alessandro Mattei. Le fonti dell’Arcidiocesi sottolineano l’armonia e la purezza del suo interno barocco, mentre quelle turistiche mettono in evidenza il valore della facciata e la continuità storica della parrocchia, documentata almeno dal 1143.
Questa chiesa ha anche una storia di resilienza contemporanea. Danneggiata dal terremoto del 2012, è tornata nel tempo a essere un simbolo importante per la comunità locale. E’ un luogo particolarmente efficace perché unisce antichità, qualità architettonica, acustica raccolta e una forte dimensione emotiva: qui la bellezza non è soltanto estetica, ma anche frutto di continuità, cura e ricostruzione.
LARGO CARLO RAMBALDI – Vigarano Mainarda (FE)
Largo Carlo Rambaldi possiede un valore simbolico molto forte. Lo spazio è stato dedicato nel settembre 2025, in occasione del centenario della nascita di Carlo Rambaldi, grande maestro degli effetti speciali cinematografici nato a Vigarano Mainarda il 15 settembre 1925. Le fonti istituzionali ricordano che Rambaldi vinse tre premi Oscar per King Kong, Alien ed E.T. l’extra-terrestre, e che il 2025 è stato pensato dalle istituzioni come anno di iniziative pubbliche, mostre ed eventi a lui dedicati.
Il valore di questo largo sta soprattutto nel suo rapporto con il paese e con la biografia dell’artista. Le cronache locali ricordano che l’area individuata si trova nei pressi di Piazza della Repubblica, a pochi metri dalla casa natale di Rambaldi, e che l’intitolazione è stata accompagnata da una targa e da una cerimonia pubblica con cittadini e studenti. È un dettaglio importante, perché trasforma un semplice spazio urbano in un luogo di memoria attiva: non un monumento distante, ma un punto del paese che riconnette l’identità locale a una figura di rilievo mondiale.
PARCO PONTINO TAGLIAPIETRA – Copparo (FE)
Il Parco del Pontino Tagliapietra è uno degli spazi verdi più riconoscibili e vissuti di Copparo, una location che unisce natura, socialità e vocazione culturale in un contesto semplice ma molto identitario. Situato sulle rive del Naviglio, offre una “splendida area verde attrezzata” pensata per accogliere famiglie, bambini, giovani, associazioni e iniziative pubbliche.
Il suo fascino nasce dal rapporto diretto con il paesaggio e con la vita quotidiana della comunità. Il Pontino è infatti uno di quei luoghi che diventano nel tempo un’abitudine collettiva: uno spazio da vivere all’aperto, in cui rilassarsi, incontrarsi, organizzare eventi e condividere tempo di qualità. E’ indubbiamente uno dei luoghi più suggestivi di Copparo, sicuramente il “cuore pulsante” della primavera e dell’estate cittadina.
Negli ultimi anni il parco è stato progressivamente rilanciato come vero punto di aggregazione. Dopo la riapertura del 2022, l’area è stata valorizzata attraverso la gestione del chiosco e dello spazio circostante, con l’obiettivo esplicito di farne un luogo stabile per il tempo libero, l’associazionismo e la promozione territoriale. Uno spazio pensato non solo per il ristoro e la sosta, ma anche per concerti, iniziative culturali, attività sportive e manifestazioni aperte a tutte le età.
In questo senso, la sua identità si è costruita soprattutto attraverso l’uso: non come luogo da osservare, ma come luogo da vivere.